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Gianluca Menchi (ita) Print E-mail

Chi è GIANLUCA MENCHI?Image
E' il punto interrogativo alla fine di questa domanda! So solo che ho 31 anni e che rappresento una delle tante prospettive nel mondo. Uno sguardo tra gli sguardi.

Quale è il tuo ruolo nei D.G.I.?
Assisto spiritualmente Davide e Ivan nei loro momenti di trasfigurazione psichica e morale. Non se ne rendono ancora conto ma io sono il loro assistente sociale. Un domani, quando capiranno, mi ringrazieranno. Beh, certo... come copertura sono costretto a suonare il basso elettrico e a spendere qualche neurone su questo progetto: è l'unica cosa capace di farli rimanere tranquilli e sedati. Che bestie che sono!Image

Cosa ti aspetti da questa band?
Di continuare ad apprendere divertendomi. Questo gruppo mi permette di sperimentare nuove forme musicali attraverso il gioco. Vietato prendersi troppo sul serio insomma!

Che strumentazione utilizzi?
Un basso elettrico Fender Jazz su cui monto una muta di corde... vocali. Sono quelle vecchie di Matt Steel! Sapete, prima aveva il timbro di voce alla Type O Negative. Poi anche lui ha conosciuto i due fratelli Sgualdini e, a ragione, ha cominciato a gridare! Ne aveva tutti i diritti d'altronde...

Quali sono le tue esperienze ed influenze musicali?
Conservo un bellissimo ricordo del gruppo country-rock con il quale mi sono esibito dal vivo per la prima volta. Ci chiamavamo "Alonso e le teste di cactus" e purtroppo io non ero Alonso... In seguito ho cavalcato per anni l'onda Hard Rock suonando prima con gli Excitatoria e poi con i Troppa Trama. Per quanto riguarda le influenze musicali queste sono state molteplici: dai Depeche Mode agli Helloween, dai Bad Religion al Requiem di Mozart. Tra i gruppi italiani segnalerei Ritmo Tribale, Rosso Maltese, Karma, Timoria ed Elefante Bianco.

Hai un sito personale?
Per fortuna no. Pensate che sia egocentrico fino a tal punto?

ImageIl tuo motto?
Sentite questa:
"L'unica cosa al Mondo è Cominciare.
 E' bello Vivere perchè
 Vivere è Cominciare.
 Sempre. Ad ogni istante."

E' splendido quest'inno alla vita. E' di Cesare Pavese. Peccato che si sia suicidato... Bye bye!